nuovo anno scolastico

 

 

 

Una riflessione sulla scuola italiana

Raccontare la scuola è come raccontare il mondo: l’impressione è sempre la stessa, quella  di rimanere in superficie a guardare la punta di un iceberg, senza la consapevolezza di quello che si agita o si potrebbe esplorare nei fondali. E il primo errore di valutazione, forse, lo abbiamo già fatto dalla prima riga. Aggiustiamo allora il tiro: la scuola non è come il mondo. La scuola è il mondo, quello dell’oggi, ma soprattutto quello del domani. Ci racconta che cosa siamo e che cosa saremo o avremo deciso di essere. Sono anni che l’informazione poco si occupa di questa istituzione e che, quando lo fa, si concentra, esclusivamente e per puro dovere di cronaca, a parlare di quello che “ha” non di quello che “è”, ammesso che  la scuola “sia” ancora qualcosa. E la gente registra certe notizie senza ascoltarle, senza più dare loro un valore, per cui in merito all’argomento son decenni che circolano sempre le stesse opinioni: insegnanti fannulloni e incapaci o, nel migliore e più compatito dei casi, precari, alunni perditempo o bulli, strutture fatiscenti.

Autoregolazione, autoefficacia e co-regolazione nell'apprendimento

Diverse ricerche hanno messo in evidenza che spesso il successo scolastico dipende dalla capacità di autoregolarsi. In altre parole, per giungere ai traguardi di apprendimento lo studente deve monitorare, controllare e regolare la sua applicazione nello studio. L’autoregolazione ha un suo iter procedurale ben preciso, ovvero lo studente deve darsi un obiettivo da raggiungere, utilizzare le strategie giuste, monitorare i propri progressi, sondare l’efficacia dell’intero processo.  Perché questa abilità possa estrinsecarsi è molto importante l’approccio psicopedagogico degli educatori (Agina, Kommers e Steehouder, 2011). In pratica, è necessario che i docenti promuovano nei loro discenti, fin dalle prime fasi della scolarizzazione, un processo di apprendimento attivo, che li accompagni nel corso di tutta l’intera carriera scolastica.


 

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Gestire la classe

Il buon giorno si vede dal mattino

Pubblichiamo la lettera che il dirigente Marco Orsi ha preparato per i docenti del suo istituto.  Essa ricalca la sensibilità delle scuole "Senza Zaino" e può suggerire percorsi per iniziare l'anno scolastico

di Marco Orsi

 Il buon giorno si vede dal mattino.  Il momento dell’inizio è molto importante in qualsiasi impresa umana.  L’inizio dà il senso di quello che vogliamo fare:  la costruzione della casa passa attraverso buone fondamenta, la corsa di un atleta è influenzata dallo scatto ai blocchi di partenza, un romanzo coinvolgente ha un incipit che attira e che predispone alla   lettura completa. L’attenzione all’inizio - come capite - vale in modo particolare anche per il nostro impegno con i bambini e i ragazzi.  Far loro comprendere che sono accolti, che la scuola può essere vissuta con entusiasmo, perché i primi siamo noi a trasmettere la passione per la ricerca e lo studio, ci dà la possibilità di lanciare da subito un messaggio chiaro che ci aiuta ad inaugurare l’anno scolastico nel migliore dei modi.

  • Ordinare gli arredi nelle aule e nei laboratori (mettere in posizione organizzata tavoli, mobili, sedie, scaffali)

  • Ordinare il materiale all’interno di armadi, sugli  scaffali, nei cassetti

 

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  • Informare gli alunni sul “Cosa impareremo”

  • Coinvolgerli nello stabilire il “Come ci organizzeremo” (sistema delle responsabilità)

  • Mettere per scritto il “Cosa impareremo” e il “Come ci organizzeremo”,  si potrebbe chiamare la Mappa del Nostro Viaggio,  renderla disponibile per la consultazione e per le eventuali revisioni e gli aggiornamenti

  • Sintetizzare la Mappa in un cartellone

  • Mettere la sintesi nel blog della classe o nel sito della scuola.

Dobbiamo poi, una volta iniziato l’anno scolastico, coinvolgere attivamente gli alunni nella tenuta dei locali e nel loro ordine (si veda di seguito il “Come ci organizziamo”).  In ogni modo sappiate che l’ospitalità inizia dall’ambiente fisico.

La mappa è un grande aiuto nel viaggio. L’altro aspetto dell’accoglienza da considerare è il coinvolgimento nell’impresa.  Pensiamo ad un viaggio.  Che cosa proponiamo ai nostri alunni?  Qual è l’itinerario che vogliamo intraprendere con loro?  Sarebbe opportuno che il team docenti si mettesse d’accordo di presentare agli alunni uno dei primi giorni di scuola la programmazione didattica avendo come sfondo l’anno scolastico.  Insomma trovare le parole giuste e chiare per dire quali esperienze faremo assieme, che cosa impareremo, cosa studieremo.  E’ possibile fare una breve sintesi, farla conoscere e discuterla con gli alunni, per poi scriverla e tenerla in classe come l’esploratore tiene la mappa per orientarsi quotidianamente nel suo viaggio.